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DI COSA TI LAMENTI?

Ricordando...

Anno accademico 2018-2019, sede secondaria, febbraio


Intervallo. Alcuni studenti si affollano davanti alla mappa geografica d'Europa appesa al muro dell’aula. Mi avvicino, incuriosita, in silenzio.

Uno di loro, un ragazzo nato 17 anni fa in Kosovo, sta raccontando il suo viaggio per venire in Italia: partito da Gjilan, nel sud-est del Paese, in macchina con alcuni amici di suo fratello.

“La parte più dura del viaggio sono stati pochi metri:" racconta agli altri, "quelli per attraversare il confine per il Montenegro. Anche se abbiamo detto al doganiere che volevamo venire in Italia, lui non voleva lasciarci entrare in Montenegro. Aveva paura che rimanessimo là... figurati, io in quel posto non ci metto più piede neanche se mi pagano!”

Racconta che lui e gli amici sono rimasti fermi al confine per tre giorni e due notti, senza che nessuno spiegasse loro il motivo. Qualcosa di simile era capitato anche a me quando, alcuni anni fa, per le vacanze di Natale ero andata in macchina a Scutari, nel nord dell’Albania, per una breve vacanza con alcuni amici. Al momento di controllare i passaporti, il doganiere non aveva avuto niente da dire sui nostri passaporti italiani ma aveva avuto invece molto da dire sul passaporto di uno dei miei amici, albanese di nascita. Stavamo appunto andando nella sua cittadina di origine, ospiti della sua famiglia. Il doganiere ha voluto controllare le valigie, senza curarsi delle nostre ma aprendo e buttando sulla neve tutto il contenuto della valigia del mio amico balcanico. Era dicembre, e ricordo di aver visto una meravigliosa alba impigliata tra i pali della dogana.

Noi ce la siamo cavata con qualche ora di attesa e un po’ di tensione superflua, il mio studente invece racconta che ha dovuto aspettare che passassero tre giorni, due notti e una tensione molto meno superflua. Era stato loro vietato di scendere dalla macchina, nemmeno per dormire o per comprare qualcosa da mangiare. Un’altra differenza tra la mia esperienza e la sua è che lui non stava andando in vacanza.

Alla fine, però, il doganiere montenegrino aveva lasciato passare anche la sua macchina. Lieto fine, anche se mi accorgo che il mio studente non ha voglia di raccontare i particolari.

Quando ha finito, sono gli altri a prendere la parola. Lo prendono in giro, e ridiamo tutti.

Lo prendono in giro. Perché?

“E di cosa ti lamenti?! Non è niente stare tre giorni a aspettare in macchina! Prova a farti sei mesi in Libia come me, poi ne riparliamo…”.

Già, di cosa ti lamenti?



Per capirci qualcosa sulle radici dell'ostilità tra Kosovo e Montenegro:

https://bit.ly/InternazionaleKos


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