• A porte Schiuse

DISCARICHE ALLO SPECCHIO (DAGO MAFIA-MAN)

Ricordando…

Anno scolastico 2017/2018, sede principale, Biennio delle scuole superiori, supplenza, maggio (Storia)


In questa classe di solito insegno diritto ed economia, ma oggi una collega mi ha chiesto di sostituirla per l’ora di storia. Mi fa piacere, ma mi manca il tempo per preparare un argomento di lezione e non conosco il programma didattico della classe.

Gioie e dolori di essere pendolare: l’ammasso di folla sul treno della mattina, i ritardi della linea ferroviaria; ma tanto tempo per leggere. Nella mia borsa oggi riposa un libro: L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi del giornalista Gian Antonio Stella. http://www.orda.it/rizzoli/stella/home.htm

Perché no? Anche questa è storia, la nostra storia.

Entro in classe.

Gli studenti conoscono già le basi storiche della nascita dello Stato italiano: le lotte del 1848, l’azzardo coraggioso del 17 marzo 1861, l’intelligenza di Cavour, la faccia tosta di Garibaldi.

Cosa c’era già dell’Italia, quando è nata l’Italia? Poco. C’era il re, non c’era (quasi) la popolazione alfabetizzata. C’era Torino capitale, non c’era Roma. C’erano le armi, non c’era la legge. C’era già l’emigrazione. Si scappava dall’Italia prima che l’Italia fosse.

C’erano le differenze sociali ed economiche tra il nord e il sud della Penisola, ma – strano a dirsi – la maggior parte degli emigrati provenivano dal nord, più industrializzato. http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/emi.spm Perché? Perché dal sud era difficile perfino fuggire: mancavano le ferrovie, i porti, le navi, e la popolazione era fatta per lo più di contadini per i quali lasciare incolti per una stagione i propri campi senza avere la certezza di non dovervi fare ritorno significava fame. Fame, sì, quella vera. In Italia c’era anche quella. http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/italia.spm

Il periodo della grande emigrazione dall’Italia è compreso più o meno tra il 1880 e il 1922, quando la chiusura delle frontiere da parte di USA, Francia, Belgio e altre nazioni di arrivo si è combinata con le politiche, anche violente, messe in atto dal fascismo per fermare la ‘Grande Umiliazione’ nostrana.

In quei quarant'anni (ma anche prima, e purtroppo perfino dopo) si sono consumate storie dolorose di partenze senza arrivo e senza ritorno. Nell’ottobre 1927 il piroscafo ‘Principessa Mafalda’, partito da Genova carico di disperati piemontesi, liguri e veneti e diretto a Buenos Aires, naufragò vicino alle coste del Brasile: tra i 314 e i 657 morti, a pochi dei quali la cronaca e la storia hanno restituito almeno il nome. http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/fotoviaggio.spm

Altre storie parlano di un arrivo non desiderato. Nella notte tra il 16 e il 17 agosto 1893, due anni dopo che 11 siciliani erano stati linciati a New Orleans, nelle saline di Aigues-Mortes un gruppo di francesi trattò con la stessa cortesia non meno di 10 piemontesi accusati di rubare il lavoro. Di altri sette non sapremo mai come abbiano fatto i loro corpi a scomparire prima dell’alba. http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/fotolinciaggi.spm

“Un momento!”, mi interrompe F., nato in Nigeria, “I francesi dicevano che gli immigrati italiani rubavano il lavoro?”

Eccoci, era la domanda che stavo aspettando. Annuisco, cauta.

“E poi anche voi morivate nel mare?”

La mia improvvisata lezione continua, imperturbabile.

Racconto del quartiere-ghetto di Little Italy a New York e della quarantena a Ellis Island. Racconto della sentenza del Tribunale dell’Alabama che nel 1922, durante il processo ‘Rollins versus Alabama’, accolse l’appello dello statunitense di colore Jim Rollins, che era stato condannato per aver avuto rapporti sessuali con una donna bianca (sì, avete letto bene: era un reato!) perché la donna in questione era “non del tutto appartenente alla razza bianca, in quanto italiana”. Non del tutto appartenente alla razza bianca, quella dei buoni e bravi benpensanti americani che cinque anni più tardi avrebbero fatto accomodare sulla sedia elettrica Sacco e Vanzetti, a Boston. https://bit.ly/SVCdS

Ma per fortuna la storia insegna che il tempo passa e porta con sé maggior saggezza e pace, come dimostrato dalle gentili parole usate dall’allora presidente Richard Nixon nel 1973 per commentare la sua visita nel nostro Paese: “Non sono, ecco, non sono come noi. La differenza sta nell’odore diverso, nell’aspetto diverso, nel modo di agire diverso. Dopotutto non si possono rimproverare. Oh, no. Non si può. Non hanno mai avuto quello che abbiamo avuto noi. Il guaio è che non ne riesci a trovare uno che sia onesto”. Oggi aggiornerei la lista aggiungendovi la geniale idea pubblicitaria del McDonald's che nel 2019 cercò di commercializzare in Austria i panini Bella Italia con lo slogan “Für Echte Mampfiosi” (=“per veri golosi”), un gioco di parole tra golosi e mafiosi nella lingua tedesca.

http://www.orda.it/rizzoli/stella/nomignoli/nomignoli.spm

Mi fermo qui. I miei studenti oggi si stanno divertendo, ma non troppo. Ridono e più volte commentano: “Ah beh, anche a voi allora è successo che…!”

Anche a noi, già. Rido anch’io insieme a loro, ma non posso fare a meno di pensare che non è corretto dire che i linciaggi, i pregiudizi, i naufragi… sono cose che “sono successe” anche a noi, così come stanno succedendo ora a loro. Non esiste la forma passiva, in questo caso.

“È successo” che questa mattina mi sono bagnata perché pioveva, ma non “è successo” che i giornali statunitensi pubblicassero vignette per ridere degli immigrati italiani che invadevano la loro nazione armati di sciabole come pirati, indossando il cappello firmato dalla mafia, e fossero marchiati a Ellis Island come topi di fogna da buttare in quella discarica umana che per troppo tempo è stata la ‘Piccola Italia’.

http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/vignette.spm

La mia ora di supplenza sta per concludersi. Vorrei aggiungere solo un paio di conclusioni. Dico che la storia dell’emigrazione italiana è fatta però anche di tante storie di successo: la stessa città di New York per quattro volte ha scelto di farsi guidare da sindaci italo-americani, compreso l’attuale democratico Bill De Blasio. Hollywood è piena di immigrati italiani di seconda generazione come Robert De Niro, Martin Scorsese, Al Pacino, Francis Ford Coppola, Nicolas Cage, Sylvester Stallone. E tanti altri grandi nomi. Nei campi della musica, dell’arte, della letteratura, della scienza, della medicina, dell’architettura, della moda, della cucina. Negli Stati Uniti, in Argentina, in Canada, in Francia, in Belgio, in Germania, in Gran Bretagna, in Cina, in Giappone, in Australia. E no, non è vero che sono tutti mafiosi.

http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/fotozii.spm

Come ci spieghiamo questo successo? Lo chiedo ai miei studenti. Che non hanno dubbi: la voglia di riscatto, che è madre di determinazione e impegno, e la fusione di due culture, due tradizioni, due punti di vista sulla realtà. Perché, come dice un proverbio nigeriano, “una mano agisce, due mani creano”.

La lezione è finita, ci salutiamo ed esco dall’aula. Chissà se la storia è davvero capace di insegnare al presente a non ripetere gli errori del passato.




DAGO MAFIA-MAN

Recalling…

School year 2017/2018, central building, High school, substitute teaching, May (History)

I usually teach Law and Economics to this class, but a colleague asked for a substitution during History class. I am happy because I love History, but I lack time to prepare a lesson and I don’t know the class’ yearly program.

Pros and cons of the commuter life: the crowd on the morning train, the delays of the railroad system… but also plenty of time to read. In my bag today lies a book: The horde. When we were the Albanians by the journalist Gian Antonio Stella. https://bit.ly/GAStella

Why not? This is History too, our history.

I enter the classroom.

The students already know the basis to the creation of the Italian State: the conflicts in 1848, the brave gamble of March 17, 1861, Cavour’s wit, Garibaldi’s audacity.

What was of Italy, when Italy was born? Very little. There was a king, there was almost no literate population. There was Turin as the Capital, instead of Rome. There were weapons, and no laws. There was emigration already. They were leaving Italy before Italy even was.

https://bit.ly/YouTellThis

There were socio-economic differences between the North and the South of the peninsula, but – weirdly enough – most of the emigrants came from the northern part, which was more industrialized. Why? Because it was hard to even leave the south: there were no railways, no harbours, no ships, and a great percentage of the population was made of farmers, which risked starvation if they left their land without the certainty of not having to go back. The real starvation. Italy had that too.

The bulk of emigration from Italy happened between 1880 and 1922, when the closure of the borders of USA, France, Belgium and other popular destination was combined with the violent measures of the Fascist regime to stop our “Great Humiliation”. https://bit.ly/JohnsonAct

In the span of those 40 years, (but even before, and alas, after), there were countless instances of one-way travels, with no arrival and no return. In October of 1927 the steamer “Principessa Mafalda”, leaving Genoa full of desperate emigrants from Piedmont, Liguria and Veneto, headed to Buenos Aires, shipwrecked on the coast of Brazil: the count was between 314 and 657 deaths, most of which remain unnamed.

https://bit.ly/NYTMafalda

Other stories are about undesired arrivals. In the night between August 16 and 17, 1893, two years after the lynching of 11 Sicilians in New Orleans, the French treated with the same courtesy at least 10 Italians from Piedmont, in the saltworks of Aigues-Mortes, because they were accused of stealing jobs from the French. Seven more bodies even disappeared before the crack of dawn. https://bit.ly/AMortes

“One moment!” F. interrupts, born in Nigeria. “The French said the Italians stole their jobs?”

Here we are, the question I was waiting for. I nod, carefully.

“And you died in the sea as well?”

This improvised lecture continues, unfazed.

I talk about the ghetto of Little Italy in New York, of the quarantine on Ellis Island. I talk about the sentence of the Alabama court which, in 1922, during the ‘Rollins versus Alabama’ trial, approved the appeal of the African-American Jim Rollins, convicted for having sexual intercourse with a white woman - yes, it was a crime - , as said woman was not “considered to entirely belong to the white race, being Italian”. These good, civil Americans which only five years later sentenced Sacco and Vanzetti to the electric chair, in Boston. https://bit.ly/SVanzetti

Luckily, history teaches that time goes on and brings more wisdom and peace, as is demonstrated by the kind words of President Nixon in 1973 to comment his visit to our country: “They are not like us. The difference lies in the different smell, different appearance, different ways of life. After all, we can’t blame them. Oh no, we can’t. They never had what we have. The problem is you can’t find an honest one among them”. https://bit.ly/Nixonspoof

I’d update the list adding a 2019 McDonald’s ad which tried to commercialize Bella Italia sandwiches in Austria with the slogan “Für Echte Mampfiosi” (= For true gluttons), a play on words between glutton and mafioso in German.

I stop here. My students are having fun, but not too much. They comment many times that “It happened to you too…”

Yes, to us too. I laugh with them, but I can’t help but think that lynching, prejudices, shipwrecks …“happened” to us in the past, just like they’re happening to them now. There is no fate.

“It happened” that I got wet from rain this morning, but it didn’t “happen” that US newspapers would publish comics depicting Italian invaders armed like pirates, wearing Mafia brand apparel, and branded on Ellis Island like rats to throw in the human dumpster of Little Italy.

https://longislandwins.com/news/national/newspaper-reprints-1895-editorial-warning-italian-immigrants/

My class is almost over. I’d like to conclude with a few arguments. The history of Italian emigration is also made of many success stories: the city of New York chose four Italo-American majors in the past, including the current, democrat, Bill De Blasio. Hollywood is full of second-generation Italian immigrants like Robert De Niro, Martin Scorsese, Al Pacino, Francis Ford Coppola, Nicholas Cage, Sylvester Stallone. And many other great names in the field of music, art, literature, science, medicine, architecture, fashion, cooking. In the US, Argentina, Canada, France, Belgium, Germany, the UK, China, Japan, Australia. And not all of them are in the mafia.

https://www.niaf.org/culture/niaf-museum/

How can we explain this success? I ask my students. They have no doubt: the desire for redemption, which is mother to determination and sacrifice, and the fusion of two cultures, two traditions, two points of view on reality. Because, according to a Nigerian saying: “A hand acts, two hands create”.

Class is over, we say goodbye and I leave. Who knows if history is capable of preventing the present from repeating the errors of the past.

Seguici sui nostri social

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Instagram Icona

©2019 A porte Schiuse