• A porte Schiuse

LEONARDO DA VINCI ERA MANCINO (LEONARDO DA VINCI WAS LEFT-HANDED)

Riflettendo…


Gli studenti a scuola devono imparare. Questo per i miei studenti adulti è vero ancora di più perché, a differenza dei bambini, non avranno in futuro altre occasioni per farlo.

La didattica quindi è importante e, insieme all’educazione, è lo scopo della scuola. Di ogni scuola, di ogni ordine e grado. Se noi insegnanti falliamo a trasmettere la didattica, se abdichiamo a questo nostro dovere, abbiamo fallito su tutta la linea.

Scontato. Quindi, seguiamo il programma e imponiamo il rispetto delle regole. Questi due sono i doveri di ogni insegnante, non le virtù di un bravo docente.

Ma. Ma ci sono studenti che fanno domande che esulano dal programma didattico.

E le loro domande meritano una risposta. Altrimenti smetteranno di porle.

Insegnando storia ho avuto studenti che mi dicevano che non è vero che Cristoforo Colombo ha scoperto l’America, perché l’hanno scoperta gli indiani. Altri mi hanno chiesto perché io dia tanta importanza alla rivoluzione avvenuta in Francia e non altrettanta a quella in Sudan.

Meritano risposte. Anzi, dato che sono adulti e non bambini, meritano strumenti perché si rispondano da soli e si pongano ancora altre domande.

Ma. Ma la scuola ha bisogno di darsi dei limiti per funzionare. Perché le ore che possiamo spendere insieme in classe sono poche e il programma esteso. Perché gli studenti sono tanti e alcuni sono francamente difficili da gestire. Perché ognuno di loro ha background, intelligenze, necessità pratiche e prospettive future diverse. Perché tutti devono poter stare al passo. Non posso parlare a uno e perdermene diciannove.

Già c’è la vita che si occupa di scartarne alcuni e lasciarne altri per strada. La scuola deve garantire a tutti almeno una possibilità di continuare a respirare.

La scuola quindi ha bisogno di limiti per funzionare. Ma c’è chi i limiti li supera. O non li vede. O gli stanno stretti e lo soffocano.

E per l’insegnante sono questi gli studenti che richiedono (e pretendono, e meritano) uno sforzo fuori programma. Sì, uno sforzo, perché sarebbe più facile dire che la domanda non è pertinente o dare una risposta evasiva, è più facile parlare della rivoluzione francese piuttosto che di quella congolese.

Se non sappiamo sostenere questi studenti fuori dai limiti, è nostro dovere quantomeno il non limitarli. Se non riusciamo a rispondere alle loro domande, è nostro dovere tentare almeno di non indurli a smettere di porsele.

Leonardo Da Vinci era mancino. Nella sua epoca, la mano sinistra era considerata la "mano del diavolo", e i mancini erano chiamati "invertiti" e "rovesciati". I bambini erano costretti a ‘guarire’, anche con punizioni corporali come legare loro dietro la schiena la mano sinistra per costringerli a scrivere con la destra. Mancino deriva infatti dal latino "mancus", traducibile come mutilato. Ancora negli anni ’20 del 1900, in Europa i mancini erano trattati alla stregua di persone affette da ritardo mentale.

Sappiamo invece che Leonardo ha usato la mano sinistra durante tutta la sua vita. Penso ai suoi insegnanti, ai suoi maestri di bottega. Se avessero dedicato ore a insegnargli a usare la mano destra, non avrebbero avuto forse poi il tempo di insegnargli a dipingere un volto umano. Se lo avessero convinto che usava la mano sbagliata, lui avrebbe forse smesso di usarla. Invece hanno saputo guardare oltre, verso quello che con le sue mani lui poteva fare.

Che la Gioconda sia stata dipinta con la mano sbagliata non la rende meno bella, meno vera, meno universale.

È dovere di noi insegnanti non impedire allo studente di esprimere quel che ha dentro. Occorre insegnare loro a farlo in modo corretto, con la grammatica giusta. Se Leonardo Da Vinci non avesse imparato la geometria non avrebbe dipinto il Cenacolo e se non avesse studiato anatomia non avrebbe dipinto l’Uomo Vitruviano. Vero. Ma non basta. Non tutti i geometri e non tutti gli anatomisti sono Leonardo Da Vinci.

Ed è vero anche che non tutti i nostri studenti sono Leonardo Da Vinci. Probabilmente non sono nemmeno pittori della domenica, anzi probabilmente non disegneranno mai nemmeno un uomo stilizzato e non interessa loro imparare a farlo.

Ma hanno una voce.

E se avremo messo a tacere anche una sola voce che aveva invece un messaggio (anche parziale, anche imperfetto, anche banale e ripetuto) da dire, avremo fallito.

L’insegnante non è un imprenditore. L’imprenditore deve investire in modo sicuro, l’insegnante invece deve investire a fondo perduto. L’imprenditore fallisce se investe troppo, l’insegnante fallisce se investe poco. Soprattutto, l’insegnante fallisce se investe in modo meccanico, uguale per tutti gli studenti anno dopo anno.

Il problema maggiore per gli studenti di tutte le età è che in classe si annoiano. Si annoiano. Non che non capiscono la lezione, non che non sono interessati, non che sono maleducati. Che si annoiano.

La penna rossa che teniamo in mano per correggere serve per insegnare a dire meglio quel che lo studente ha da dire, non per cancellarlo.

Sembra scontato. Non lo è. Per capire quanto non lo sia, potrei raccontare quante volte io, pur convinta di quello che sto ora dicendo, pur sapendo che Leonardo Da Vinci era mancino, ho usato la penna rossa (reale o virtuale che sia) per cancellare le parole di un mio studente. Perché è più facile, più comodo. Perché sul momento sembra di perdere tempo.

Chissà quante voci sono state messe a tacere, da me o da altri, perché non si esprimevano secondo il programma ministeriale.

Se la mano sinistra di Leonardo Da Vinci fosse stata legata dietro la sua schiena, oggi avremmo un uomo vissuto cinque secoli fa che ha imparato a scrivere con la mano destra. Per fortuna invece alla mano sinistra di Leonardo è stato messo tra le dita un pennello, e oggi abbiamo quel suo sorriso.

Le mani sinistre che vengono quotidianamente legate dietro la schiena sono tante: essere nero, essere una donna con il velo, essere rom, essere disoccupati, essere senza documenti, essere omosessuali.

Qualcuno un giorno potrebbe chiedere a noi insegnanti che cosa ne abbiamo fatto di queste mani sinistre.



LEONARDO DA VINCI WAS

LEFT-HANDED

Thinking…


Students at school must learn. This is even truer for my adult students because, differently from children, there will be no other chances in the future.

Didactics is important, and, together with education, is the aim of school. Of every school, every grade. If we fail as teachers in transmitting didactics, if we step down from this obligation, we failed completely.

It’s obvious. For this reason, let’s follow the program and let’s demand respect of the rules. These are the obligations of every teacher, not virtues of a good one.

But. But there are students asking questions outside of the ministerial program.

And their questions deserve answers. Otherwise they stop asking things to themselves.

Teaching History, I met students who said it isn’t true that America was discovered by Christopher Columbus, because the natives discovered it first. Others asked me why I give more importance to French Revolution than to the Sudan one.

They deserve answers. More than that - because they’re adults, not children - they deserve to be given tools to answer these autonomously and to ask further questions.

But. But the school needs to have boundaries for it to work. Because the hours we can spend in the classroom are few and the program is vast. Because the students are many and some are honestly hard to reign in. Because every one of them has a different background, intelligence, practical needs and future perspectives. Because everyone deserves to keep up with the speed. I can’t focus on one and leave nineteen more behind.

Life already discards some individuals and leaves some on the streets. School must guarantee an opportunity to keep breathing for everybody.

For these reasons, school needs boundaries. But someone trespasses them. Some don’t even see them. Or they feel constricted by them.

To a teacher, it’s these students that require (and demand, and deserve) an effort that exceeds the program. Yes, an effort, because it’s easier to dismiss the question as off topic or keep the answer vague; it’s easier to just keep talking about the French Revolution.

If we are not able to endorse these out-of-bounds students, it’s at least our duty not to limit them. If we aren’t able to answer, we must don’t discourage them from asking.

Leonardo Da Vinci was a left-handed man. In his time, the left hand was considered “the devil’s hand” and lefties were called “twisted” and “reversed”. Children were “healed” with physical punishments like tying their hand behind their back and forcing them to write with the right hand. The Italian word for left-handed, ‘mancino’, derives from the latin mancus, which means ‘mutilated, faulty’. Even as recently as the 20’s, lefties were treated as mentally disabled in Europe.

We know that Leonardo used his left hand throughout his life. I think about his teachers. If they had spent hours teaching him to use his right, they maybe would have lacked time to teach him how to paint a human face. If they had convinced him he was using the wrong hand, he may have stopped using it. Instead they were able to see a broader horizon, towards what he could do with those hands.

The fact that the Mona Lisa was painted with the wrong hand doesn’t make it less beautiful, less true, less universal.

It’s our duty as teachers not to stop students from expressing themselves. We need to teach them how to do so in a correct manner, with the right grammar. If Leonardo hadn’t learned geometry, he wouldn’t have painted The Last Supper, and if he hadn’t studied anatomy, he wouldn’t have produced the Vitruvian Man. That’s right. But it’s not enough. Not all surveyors or doctors are a Leonardo.

It’s true that not all our students are a Leonardo either. Probably they are not even casual painters, they probably will never produce even a stick figure and they don’t care about it.

But they have a voice.

And if we silence just one of these voices with its message (no matter how imperfect, how ordinary and repeated it might be), we fail.

A teacher is not a businessman. A businessman must invest in secure projects, a teacher has to make non-repayable investments. A businessman goes bankrupt if he invests too much, a teacher goes bankrupt if he invests too little. Above all, a teacher goes bankrupt if he does so mechanically, in the same way year after year.

The main problem for students of any age is that they get bored in class. They get bored. It’s not they don’t understand, that they don’t care or they are rude. They get bored.

The red pen we have is needed to put what the student says in better wording, not to erase it.

It sounds obvious, but it’s not. To explain that, I could tell about the times I, as convinced as I am of this, used the red pen (literally or not) to erase the words of a student. Because it’s easier, it’s more convenient. Because it may look like I’m wasting precious time, in the moment.

Who knows how many voices were silenced, by me or by others, because they weren’t in line with the ministerial program.

If Leonardo’s left hand was tied behind his back, today we’d know of a man from five centuries ago who learned to write with his right hand. Luckily, that left hand was allowed to hold a paintbrush, and today we know that smile by him.

There are many left hands that are tied behind just as many backs every day: being black, being a veiled woman, being gypsy, being unemployed, not having an ID, being homosexual.

Someone might ask us someday whatever happened to these left hands.


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