• A porte Schiuse

TEST D’INGRESSO: CHI SEI? (ENTRY TEST: WHO ARE YOU?)

Ricordando…

Anno scolastico 2018/2019, sede secondaria, settembre (Test d’ingresso, tema)


“Buona sera.

Devo scrivere un tema su di me e della mia vita per iniziare la terza media. Va bene. Però ho già scritto su un altro foglio come mi chiamo e che ho 17 anni, devo scriverlo due volte?

Adesso sono in Italia in una bella città che si chiama [Springfield] con la mia famiglia però mia sorella è in Egitto ancora.

Prima di Italia sono andato in Turchia, sono stato là un anno da solo ma davero ho capito cosa significa la vita senza famiglia. Non stavo parlando con nessuno, andavo alla scuola, tornavo dalla scuola a casa, mangiavo e dormivo ogni giorno così, nessuno mi chiedeva come stai? Come va? Stai male? Hai fame? Sei vivo? Un giorno mio padre è venuto in Turchia e mi ha dito perché sei così? Che cosa fai, ma perché i tuoi occhi sono così?

Io ho dito che non voglio stare senza amici, non voglio vivere senza famiglia. La famiglia è importante per tutti! Mi ha risposto che se voglio viviamo insieme in Italia, e adesso siamo in Italia insieme con papà e mio fratello!

Ma cè una cosa che mi fa essere triste, cioè che mia sorella non può venire qui, è in Egitto perché noi abbiamo tanti problemi nei posti per dormire da quando siamo arrivati.

Cammino nella strada non capisco che cosa dicono gli italiani, non so una parola delle loro lingue. Ci sono tante lingue in Italia, ho capito questo. Vanno bene tutte, tutti gli italiani parlano in modo diverso se sono nati a nord oppure a sud e in ogni città è diverso e vanno bene tutte le loro lingue se le parlano gli italiani ma come parlo io in italiano invece non va bene!

È difficile per trovare un lavoro sono ancora giovane ma non posso lavorare perché non parlo l’italiano, mio padre parla l’italiano ma non può lavorare perché lui ha più di 50 anni e nessuno lo vuole. L’affito di casa è tanto costoso, non sappiamo che cosa dobbiamo fare.

Ho cercato un lavoro con gli arabi, ho trovato di un restorante egiziano per lavare piatti, quando stavo lavorando ho trovato tanti amici mi hano dito che andare a questa scuola per fare un corso di italiano e cercare lavoro con gli italiani perché gli italiani hanno giorni festive e non lavorano più di 10 ore in un giorno e poi pagano quasi tutto. Ho lavorato così il tempo che stavo faccendo il corso di italiano e grazie a Dio lho passato (A0 e A1) e se Dio vuole voglio continuare a studiare italiano e imparare bene al prossimo anno.

Come sai io devo essere a scuola superiore ma perché la lingua è difficile per me sto faccendo la terza media. Ci sono molti amici a scuola che sono nel mio classe di tutte nazionalità e tutti sono molto gentile, educati, calmi e simpatici, siamo tutti come fratelli a scuola. Certo non è come a casa con i miei amici ma è uno dei vantaggi qua in Italia non c’è differenza tra gli insegnanti che sono italiani e gli studenti che sono stranieri, siamo tutti come persone.

Quando ho passato il esame ho trovato un lavoro con una impresa di pulizia italiana, lavoro in una bella zona e loro mi fanno un contrato di lavoro 10 ore alla settimana, alla mattina dalle 7 alle una e quando finisco il lavoro vado a casa, mangio e vengo qui a scuola dalle 4 alle 9 di sera.

Ho dimenticato di dire che mio padre ha trovato finalmente un lavoro la settimana scorsa, dalle 10 di sera alle 10 di mattina, è un lavoro difficile ma dobbiamo lavorare perché vogliamo fare ricongiungimento familiare per portare mia sorella dall’Egitto. Adesso cerchiamo una casa più grande e quando lei arrivera la nostra vita sara più bella e più giusta. Io ho una molto bella famiglia, ci amiamo ma di più amo mio fratello che è qui con noi e mia sorella che arrivera.

La vita a Springfield per me è più difficile della vita in Egitto. Per esempio è molto difficile trovare casa, magari solo per gli egiziani perché quelli che danno la casa dicono che gli egiziani non pagano l’affitto e non vogliono darla a noi anche se noi paghiamo.

A Springfield ci sono tanti vantaggi e svantaggi. La prima cosa che mi piace qui sono i trasporti che lavorano bene e sono tanti, c’è il filobus, l’autobus, la metropolitana e il treno. Ci sono tanti giardini che sono bellissimi, ci sono i mercati, ci sono tante biblioteche, ci sono tanti posti per visitare. Stanno a pulire le strade ogni giorno, non è come in Egitto.

L’istruzione qua è obbligatorio per i bambini e i ragazzi che hanno meno di 16 anni, non è come in Egitto. Mi piace che nella classe ci sono al massimo 20 studenti e non 50 come è in Egitto. Mi piace i dolci e il gelato qua sono ottimi, mi piace la pizza italiana che è la più famosa al mondo. Mi piace che possiamo andare nelle mosche a pregare anche se gli italiani sono cattolici e hanno le chiese che sono molto bellissime.

Non mi piace che mio papà dice che nell’inverno fa molto freddo ma mi piace che ha detto che forse vedo la neve per la prima volta.

Mi piace giocare il calcio.

Non mi piace che ci sono tanti cani perché io ho paura dei cani. E non mi piace che cè tanto rumore. Ancora non ho trovato tutte le cose che mi piace e non mi piace, perché sono in Italia da 5 mesi”.


Questa volta, non aggiungo altre parole a quelle del mio studente.



ENTRY TEST: WHO ARE YOU?

Recalling…

School year 2018/2019, secondary building, September (Entry test, essay)

“Good evening.

I have to write an essay on myself and my life to start eight grade. I’ll do it. But I wrote my name already on another sheet of paper, and that I’m 17, do I have to write it twice?

I am now in Italy in a beautiful city called [Springfield] with my family, but my sister is in Egypt still.

Before Italy I went to Turkey, I stayed a year but I really understood what life without family means. I wasn’t talking to anyone, I went to school, I came back home from school, I ate and I slept. Everyday the same, no one asked me how are you? How’s it going? Are you hurting? Are you hungry? Are you alive? One day my father came to Turkey and told me why are you like this? What are you doing, why are your eyes like that?

I said I don’t want to live with no friends, no family. Family is important to everyone!

He answered if I wanted we’ll live together in Italy, and now we are in Italy together with my father and my brother! But there’s a thing making me sad, that my sister can’t come here, she’s in Egypt because we have a lot of problems about where to sleeps ever since we arrived.

I walk on the street I don’t understand what Italians say, I don’t know a word in their languages. There are many languages in Italy, that I understand. They are all good, all Italians speak differently depending if they were born in the North or in the South, and every city is different and every language is good if Italians speak them but if I speak Italian instead it’s not good!

It’s difficult for finding a job I’m still young but I can’t work because I don’t speak Italian, my father speaks Italian but he can’t work because he’s older than 50 and no one hires him. Rent is very pricy, we don’t know what to do.

I looked for a job with Arabs, I found as a dish washer in an Egyptian restaurant, when I was working I found many friends and they told me to go to this school to do Italian classes and find a job with Italians because Italians have vacation days and never work more than 10 hours a day and they pay almost full. I worked like this while doing Italian classes and God bless I passed it and God willing I want to keep studying Italian and learn well next year.

As you know I must go to high school but because the language is hard I am in eight grade. There are many friends at school in my class of many nationalities, and they are all well-mannered, kind, calm and funny, we are all like brothers at school. It’s not the same as back home with my friends but an advantage is here in Italy there is no difference with the teachers who are Italian and the students who are foreign, we are all like people.

When I passed my exam I found a job with an Italian cleaning company, I work in a good area and they gave me a contract of 10 hours a week, in the morning from 7 to 1 and when I am done I go home, eat and come here to school from 4 to 9 in the evening.

I forgot to say my father finally found a job last week, from 10 pm to 10 am, it’s a hard job but we must work because we want to reunite the family bringing my sister here from Egypt. Now we look for a bigger house and when she arrives our life will be more beautiful and more right. I have a very beautiful family, we love each other but I love the most my brother who is here and my sister who will come.

Life in Springfield in my opinion is harder than life in Egypt. For example it’s very hard to find a house, maybe just for Egyptians because landlords say Egyptians don’t pay rent and don’t want to rent to us even though we pay.

In Springfield there are advantages and disadvantages. First thing I like is here public transportation work well and there are many, there is the trolley bus, the bus, the underground, and trains. There are many gardens which are beautiful, there are markets, libraries, many places to visit. They clean the roads every day, not like in Egypt.

Education here is mandatory for children and kids below 16 years of age, not like in Egypt. I like that there are maximum 20 students per class and not 50 like in Egypt. I like sweets and ice cream here are yummy, I like Italian pizza that is the best in the world. I like that we can go to the Mosque to pray even though Italians are Catholic and they have churches that are very beautiful.

I don’t like that my dad says in Winter it gets very cold but I like that he said maybe I will see snow for the first time.

I like playing football.

I don’t like that there are many dogs because I’m afraid of dogs. And I don’t like that there’s a lot of noise. I still haven’t found all the stuff I like or don’t like, because I’ve been in Italy for 5 months”.

This time, I add nothing to what my student wrote.

Seguici sui nostri social

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Instagram Icona

©2019 A porte Schiuse